Lampi su Pasolini

di acinephilo

“Pasolini, in mostra alla cinémathèque française de Paris”, mentre si compiono i processi di imbarbarimento in Italia, nonostante le riaperture tardive.

Noi, italiani meteci, nomadi, migranti nous désirons monstrueusement une révelation absurde sur l’affaire Pasolini. Siamo pronti a sputare sulla bandiera dello stato italiano se anche questa volta la pagina bianca resterà silenziosa. Vogliamo che luce sia fatta sull’assassinio di Pasolini, infine. E non lo diciamo per poesia, ma per Volontà politica, per Volontà di giustizia.

Perché organizzare un’ipocrita mostra commemorativa, come quella che da Barcellona, passando per Parigi e Roma, giunge a Berlino, non è sufficiente. Nemmeno, non è niente. Nient’altro che l’ennesima operazione comunicativa volta a dissolvere un’alterità critica incompossibile.

È noto che per il popolo italiano la chiacchiera inèrte costituisce parte integrante della tradizione locale. Accade indifferentemente, tra persone conosciute, amici, parenti, vicini di casa e altrettanto frequentemente tra sconosciuti. Succede spesso in treno, al bar, al ristorante; tutto puo costituire un buon argomento di conversazione. Una delle opinioni più diffuse, rafforzata dalla corruzione statale, riguarda la morte dell’intellettuale Pier Paolo Pasolini. Pare infatti che per gli ostiensi – categoria di individui caratterizzata per definizione geografica dalla confusione indistinta tra il pragmatismo pagano di Ostia Antica e il cattolicesimo estatico di Sant’Agostino – il poeta fu ucciso per via delle sue inclinazioni sessuali giudicate perverse ed immorali. Questa punizione, data dalla generazione dei figli nei confronti di un rinnegato padre adottivo, rovescia il destino tragico degli italiani, ereditato dai greci, non per trasformarlo nella sua sostanza, ma per renderlo invisibile, per sottrarlo alla storia.

Venne la notte, nera come il Petrolio, e tutto fu inghiottito nel buio. Ma dopo il pallido mattino malato, l’ora più calda e un mezzogiorno cosi attuale, vanno rischiarando la ragione. Lampi sul caso Pasolini o sarà guerra allo stato italiano! Perché noi, non dimentichiamo. Pur non abitando ad Ostia ricordiamo, noi sappiamo. “Succede spesso, effettivamente, che la luce sia cosi assoluta, quieta, profonda … da dare l’impressione di non appartenere al presente, ma a un passato miracolosamente riapparso”.

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