di acinephilo

DA BENTHAM A ORWELL AL REALITY, SENZA RITORNO

Una delle distopie più celebri del XX secolo è quella di George Orwell. Qui, come nel Panopticon, “al potere potrebbe non esserci nessuno, ma dalle celle nessuno lo saprebbe”. Celle tele‐visioni, visioni a distanza: visioni che vedono. Detto altrimenti: “il potere che viene esercitato non è altro che un’effetto ottico, privo di materialità” *, anonimo e disincarnato.

DAL PANOPTICON ALLA CAMERA CON VISTA

Il potere anonimo di 1984, metterlo dentro schermi che erano già la sua sede, non ci pare un’ardita citazione, ma la fine di ogni citazione consapevole: 1984 si è semplicemente avverato, si è avverato nonostante tutto, e lo stiamo guardando con questa ‘mancanza di consapevolezza’ (Mario Galzigna). L’opacità è la stessa che avevamo trovato nella tautologia del manicomio, come sistema isolato dal mondo, che adempie le sue funzioni solo reintroducendo il mondo.

La trasmissione funziona perché il mondo non è affatto escluso, ma riempie i casting e l’audience  ancora una volta, una replica. La vita guarda la vita nella visione a distanza in attesa di una verità, ma la verità è sempre quella predeterminata.

Il potere panottico esercita non più l’antico diritto sovrano di far morire o lasciar vivere ma, si direbbe: di lasciar morire mentre tutti guardano.

* Michel Foucault, Lezioni al Collège de France