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di acinephilo

 

normalmente si è abituati a pensare un’equivalenza, se non addirittura una sinonimia, esistente tra le parole concetto e significato. D’altra parte si crede che un’immagine debba per forza significare qualcosa, abbia quindi un referente e, in effetti, se si tratta di un’immagine che rispetta una certa forma, non sarà difficile definire questo referente attraverso un vocabolo o un concetto. Tuttavia questa conoscenza rappresentativa elementare non sembra poter soddisfare un essere umano educato all’interno di un mondo simbolico complesso.

Si crede che un’immagine debba per forza significare qualcosa, si riferisca ad una qualche realtà e, in effetti, non è generalmente difficile poterla definire tramite pochi concetti, con una certa parsimonia linguistica. Tuttavia questa sbrigativa conoscenza rappresentativa non sembra poter soddisfare un essere umano educato all’interno di un mondo simbolico complesso….

“photograph is not only perceived, received, it is read, connected more or less consciously to a traditional stock of signs  – [signs in the text are] endowed with certain meanings by virtue of the practice of a certain society: the link between the signifier and the signified remains if not unmotivated at least entirely historical”.

Roland Barthes parla della fotografia, ma … queste considerazioni si possono estendere tranquillamente alle immagini in generale, e alla loro codifica/decodifica. La distinzione di Barthes richiama a livello linguistico la storica distinzione fatta da de Saussure tra signified [signifié] and signifier [signifiant].